Al “Sas Pisador”




Sas Pisador” è l'appellativo che da sempre i valligiani hanno dato ad una cascatella nascosta in un recondito angolo della Val Piana, una vena d'acqua che scendendo dal ripido versante della “Colem del Dos” nel suo ultimo tratto precipita sfiorando delle verticali pareti granitiche proprio laddove il pianeggiante fondovalle inizia ad inerpicarsi verso i “piani di Bon”.


La si raggiunge salendo a piedi da Ossana fino alla Val Piana, per il “Sinter dela lec”, (così almeno solitamente faccio io ma per chi non se la sente non manca la strada carrabile), un sentiero che, inizialmente segue parallelamente una canaletta di irrigazione nel folto di un bosco d'abete e, più avanti segue a ritroso il ripido percorso del torrente che scende vorticoso dalla valle.


Giunti all'imbocco della Val Piana si cammina per circa mezz'ora o poco più fino alla malga per l'ampia e comoda strada (inizialmente asfaltata poi bianca) e da qui si raggiunge la cascata per un sentiero pianeggiante che taglia un ripido versante boscoso. Per il ritorno conviene proseguire per un brevissimo tratto per il sentiero di provenienza fino ad incontrare una larga pista che discende nel bosco. La si imbocca per raggiungere il pascolo. Si prosegue su di una stradina pianeggiante che ben presto si congiunge con la via già percorsa all'andata, la strada bianca che sale alla malga . Si è così completato un percorso ad anello che naturalmente è possibile, (meglio ancora è consigliabile) percorrere anche in senso inverso come io solitamente faccio.




E' questa del “Sas Pisador” una escursione, o meglio una lunga passeggiata, semplice, ma che offre molto a chi ama la montagna. Suggestiva la salita per il “Sinter dela lec”, inaspettato (quasi sorprendente) il panorama che si apre giunti in Val Piana... boschetti e vasti pascoli sull'ampio fondovalle, fitte foreste di conifere sui ripidi versanti... dirimpetto i picchi e le creste del Giner (vedi e foto qui postate relative ad una mia mia recente uscita)... interessante e varia la flora nei prati e nei boschi che via via si attraversano e infine bello il “Sas Pisador”, la piccola cascata d'acqua che, a chi intende raggiungerla, appare all'improvviso tra la fitta vegetazione.






Arrivati ai piedi della cascata, se, oltre ad ammirare nel suo insieme lo spettacolare salto d'acqua, si osserva con una certa attenzione guardando anche alle minuzie... in alto si possono notare delle stelle alpine oltre a delle magnifiche primule (Primula irsuta?) che, nel giusto periodo, fanno capolino dalle fessure della parete rocciosa tra gli schizzi che precipitano a valle.








Non sempre la portata d'acqua è consistente, dipende dalle stagioni e dalla piovosità del periodo (ultimamente molto condizionata dal cambiamento climatico), ma è comunque sempre sufficiente per permettere una doccia rinfrescante nei mesi estivi o, e non è certamente il mio caso, la scalata della colata di ghiaccio in inverno. Per coloro che amano arrampicare in estate (e nuovamente non è certamente il mio caso) accanto alla cascata è stata attrezzata una piccola palestra di roccia.




Lasciato il “Sas Pisador” ci aspetta il ritorno... una bella camminata che bella, anche paesaggisticamente, lo è particolarmente nel sole del primo pomeriggio. Si attraversano a ritroso i pascoli e volendo deviare dal percorso canonica pure i suoi boschetti sulla sponda sinistra del torrente per imboccare nuovamente, al termine della valle, il “Sinter della lec”, sempre suggestivo anche se in ombre.




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