Bianco su bianco… foschie mattutine sulla valle innevata

Nebbie e basse nubi  dopo una notte di nevischio… 


Inizio gennaio. Il nuovo anno era partito bene con le due nevicate ravvicinate. Certo. Dopo un interminabile autunno asciutto era finalmente arrivata la neve. Peccato si trattasse di due misere spolveratine, di due meschine perturbazioni molto avare di neve… Un approccio minimale all’inverno ma comunque sufficiente a ravvivare il panorama creando la giusta ambientazione natalizia per l’ultimo scampolo delle mie vacanze in valle.



Ora, finalmente, valeva la pena di percorrere la stradina delle Pendege, tra Fucine e Vermiglio, sul basso versante esposto a mezzogiorno del monte Boai.  Ne valeva la pena (e ne è valsa la pena) perché la neve caduta nella notte donava un aspetto tutto nuovo ad un ambiente spento nella sua smorta, bruna tonalità tardo autunnale. Con il levarsi del sole alto nel cielo le foschie si diradavano e le nuvole si alzavano sfiorando le pendici selvose della valle. Le nebbie sul Castello di S.Michele a poco a poco si aprivano e il maniero si mostrava nitido tra i boschi di abete in candida veste invernale.


Procedevo lentamente calpestando il sottile strato di neve appena caduta e osservavo pensieroso i ripidi pendii imbiancati dove in primavera e all’inizio dell’estate avevo osservatole le farfalle dai mille colori. Riflettevo su come corrono rapidamente i miei giorni, le settimane, i mesi e su come la natura si adegua al mutare delle stagioni cambiando radicalmente e velocemente il suo abito. Dove, solo ieri, l’erba era verde, morbida, punteggiata da fiori variopinti ora, dalla neve emergevano solo steli gialli, secchi e induriti dal gelo. Meditavo… non potevo non meditare sul perchè il tempo alla mia età scorre così veloce, sul perché le giornate se ne vanno sempre più in fretta…




Avanzando sulla stradina il mio sguardo veniva attratto da piccoli magici "gioielli" incorniciati dalla neve caduta nella notte e i tristi pensieri svanivano nel nulla. Licheni verdastri sulla corteccia dei larici, muschio fresco e splendente tra massi e ceppaie, foglie di rovo dal colore del vino, alte spighe giallastre, foglie secche sulla roverella, frutti rossi e carnosi di rosa canina… appena, appena incappucciati di neve, o solo spolverati dagli ultimi, leggeri fiocchi.




Poi il panorama si apriva sull’alta valle. Per qualche istante le nubi e la foschia si diradavano lasciando intravedere le cime del Tonale sullo sfondo azzurro del cielo ma la nebbia scendeva nuovamente coprendo i monti e il fondovalle innevati… bianco su bianco… La striscia immacolata della stradina proseguiva salendo e ancora salendo sinuosa tra i prati e gli antichi campi terrazzati abbandonati da tempo, fino perdersi lassù tra le nuvole basse. Alberi e cespugli grigi, rivestiti di neve, sfumavano in lontananza nelle candide foschie.






Una solitaria panchina abbandonata sul bordo della mulattiera sembrava attendere mesta e gelata la bella stagione e con essa l’arrivo di qualche affaticato passante che sedendosi a riprendere fiato la riscaldasse riportandola a nuova vita.







Ora, trascorso più di un mese, mi dicono che il fondo e il versante solatio della valle sono nuovamente, desolatamente privi di neve. La neve, pochissima, caduta all’inizio di gennaio si è disfatta con la pioggia e il sole dei giorni successivi Le giornate serene dell’ultimo periodo non hanno certo portato la neve ma solo gelide temperature. Un grande freddo (poco più di una settimana) indispensabile per i  cannoni da neve e quindi benvenuto per meglio imbiancare le piste da sci…


...ma che tristezza (e che costi… e che consumo di energia inquinante...) dover “fabbricare” artificialmente la neve per vestire i nostri monti con quell’abito bianco che un tempo, tranne rarissime eccezioni, i monti indossavano da soli, in modo del tutto naturale... Sarà sempre così?  Saremo sempre costretti a regalare alla valle un mantello invernale zebrato, bizzarro, artificioso e falso?  Non sarà magari arrivato il momento di riflettere sulla possibilità di diversificare l'offerta turistica evitando di puntare esclusivamente sul luna park dello sci, su di un carosello monotematico che in un futuro non lontano, con gli inverni miti e asciutti che ci attendono, potrebbe essere costretto ad arrestarsi, a non "girare" per lunghi periodi...?
PS: oggi 7 febbraio finalmente nevica. Sembra che la neve stia veramente arrivando... dopo quasi tre mesi di attesa... e con la primavera ormai alle porte...

Se l’ inverno dicesse: “Ho nel cuore la primavera” chi gli crederebbe? (Kahlil Gibran)




Pentax K5 con Pentax 100 mm f 2.8 macro

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