Conseguenza, questa, dell'orientamento da est a ovest della valle e, ovviamente, dal mutare della traiettoria del sole durante il corso dell'anno. L'irraggiamento diretto, che in estate ravvivava le acque durante l'intera giornata, è solo un ricordo e ora la zona, con il suo torrente, la sua stradina, i prati, i boschi e le radure, vive, per gran parte del giorno, di sola luce riflessa.
Quindi, durante l'autunno, per percorrere la pista ciclo-pedonale che costeggiando il torrente raggiunge la località del “Fil” o “Spiaz dei spini”, che dir si voglia, conviene scegliere un'ora tardo pomeridiana attendendo che il sole stia decisamente calando, che il tramonto sia ormai prossimo. Solo allora e solo per un breve intervallo, il sole lambirà le acque del torrente arrivando pure a rischiarare qualche tratto della stradina, i suoi paraggi boscosi più prossimi... qualche cespuglio, qualche larice e abete rosso sulle pendici rimaste finora totalmente in ombra.
Il versante che guarda a mezzogiorno e invece sempre ben illuminato, fino al crepuscolo. A qualsiasi ora della giornata si specchia, nelle acque buie del Vermigliana soprattutto dove queste si allargano in placidi slarghi sabbiosi, quasi pianeggianti. Se la giornata è serena e splende il sole, su queste piccole superfici d'acqua ondulata si diffondono mille bagliori dorati che rimandano l'immagine vibrante del bosco soprastante. Sono i colori ramati dei larici, il giallo, l'arancio e il rosso delle latifoglie, il verde degli abeti e dell'erba ancora vigorosa... sono le loro forme, le loro immagini riflesse, che si compongono, si scompongono e si ricompongono in una raffigurazione mossa, dinamica, sull'acqua increspata del torrente.
Le luminose screziature si dissolvono non appena l'acqua riprende a scorrere più veloce precipitando giocosa tra le rocce affioranti o insinuandosi vorticosa tra i massi scuri quasi neri che costellano il letto del corso d'acqua. Nell'alveo fattosi più stretto e più ripido si susseguono i salti spumeggianti, i piccoli gorghi ribollenti, le cascatelle lattiginose, le lame candide, gli spruzzi e gli schizzi... che scompigliano e animano il fluire dell'acqua quasi a voler rallegrare l'opaco torrente autunnale.
Quando il sole tramonta, quando gli ultimi raggi luminosi si spengono dietro i monti del Tonale e le ombre riconquistano anche il versante più fortunato della valle le acque del torrente acquistano quell'uniforme e smorto colore destinato, ben presto, ad accompagnarle a lungo, durante tutto il prossimo tardo autunno e per l'intero, vicino inverno. L'atmosfera si fa più quieta, la luce cala rapidamente, i vivaci colori autunnali si smorzano, i rumori dell'umana attività si attenuano... e il mormorio delle acque si fa invece decisamente più netto, più intenso... E nel silenzio della sera la vista dall'alto del rapido scorrere delle acque scure nello stretto alveo scavato nella roccia, sotto il ponte che chiude il mio percorso, non può che destare una certa inquietudine...












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