Ottobrina passeggiata da Val Piana al Lago dei Caprioli

 


Bella passeggiata, in andata sulla strada forestale che da Val Piana arriva al grande parcheggio di Fazzon e infine sul breve tratto di strada asfaltata che sale al Lago dei Caprioli, la mia meta finale. Il rientro a ritroso sullo stesso tracciato.



Metà ottobre. Arrivo ai parcheggi della Val Piana in auto in compagnia dei miei amici. Ma vi arrivo troppo tardi, quando il sole è già alto, quando, avendo superato le creste dei Crozi dei Meoti, riscalda da tempo i prati di fondovalle. Peccato... Le mie previsioni, i miei calcoli, si sono rivelati sbagliati... Quello che ero quasi certo di trovare non esiste, quello che mi aspettavo di vedere (e fotografare) non c'è se non in minima parte. Ma cosa speravo di trovare?



Mi aspettavo un paesaggio ben diverso, un ambiente sicuramente ben illuminato dal sole come lo è adesso, ma anche totalmente immerso nella foschia. Un paesaggio offuscato da una densa nebbiolina. da quella bruma che si alza dal pascolo e che tutto avvolge evaporando dalla rugiada al calore dei primi raggi del sole. Troppo tardi: la nebbia si è già alzata e si è già dissolta.



Prato e bosco sono ormai asciutti, la nebbia quasi completamente scomparsa... Non mi sarà possibile ripetere la “prodezza” fotografica di qualche autunno fa... Mi devo accontentare, limitarmi a riprendere per l'ennesima volta il sempre attrattivo ambiente della Val Piana. Solo panoramiche e frammenti di natura in una limpida e soleggiata mattinata d'inizio autunno. Niente di più.



Gli amici sono impazienti, hanno fretta, non lo danno esplicitamente a vedere ma è comunque evidente che vogliono proseguire, non perdere altro tempo per delle inutili fotografie... e quindi non mi resta che adattarmi e.... seppure a malincuore proseguire. Così Imbocchiamo immediatamente la bella strada bianca che ci condurrà a Fazzon. Strada comoda, inizialmente il leggera salita poi più avanti in leggera discesa.



Una larga pista forestale che taglia in quota un breve tratto del versante più fresco e umido della Val di Sole, versante che, vista l'ora e la stagione, è ancora in ombra e che tale resterà fino al tardo pomeriggio... al contrario del versante opposto della valle baciato ininterrottamente dal sole fin dalle prime ore del mattino.



Un versante luminosissimo che non posso non attardarmi, di tanto in tanto, a riprendere fotograficamente nonostante i brontolii di disapprovazione degli amici. “Immortalo” così la Val di Peio con le cime Vioz, Taviela e Cevedale e più avanti gli abitati di Termenago, Castello, Ortisè e Menas con i vasti pascoli di altura e le vette sovrastanti. E in primo piano il bosco in cui siamo immersi con le sue alte conifere, le piante di latifoglia in veste autunnale e a bordo strada le cataste di tronchi di abete in attesa del trasporto a valle.



Raggiunto il parcheggio di Fazzon percorriamo l'ultimo tratto di strada, poche centinaia di metri, in forte salita ed eccoci al Lago dei Caprioli. Uno specchio d'acqua senza dubbio paesaggisticamente gradevole anche se, in verità, manca di uno sfondo adeguato... Ma pur non essendoci le classiche belle cime che altrove contornano simili laghetti alpini questo specchio d'acqua è comunque una vera attrazione per il turismo estivo.... del resto questo lago (denominazione compresa) è stato “creato” proprio per questo scopo... per attrarre folle di turisti.



Non si tratta infatti di un bacino naturale bensì di un bacino artificiale realizzato dall'homo sapiens negli anni del boom economico (se ben ricordo alla fine degli anni '50 o all'inizio degli anni '60) sbarrando con una briglia il corso del Rio Fazzon (briglia, se non erro, ben presto asportata da un evento alluvionale con conseguenti allagamenti del paese sottostante.... diga poi ricostruita, credo, almeno due volte) ed erigendo un argine di contenimento in terra battuta lungo un lato del futuro laghetto.



Con questa “impresa” si sommerse definitivamente una zona umida, perdendo per sempre un biotopo verosimilmente di un certo pregio, il tutto, con ogni probabilità, senza alcuna indagine, alcuna analisi ambientale preventiva. Ma erano altri tempi... Allora ben poco si parlava di salvaguardia ambientale... Oggi è sicuramente cresciuta la sensibilità dei singoli e l'attenzione delle istituzioni nei confronti della tutela degli ambienti naturali di qualità anche se in molti casi ancora prevale l'interesse economico immediato di pochi sulla protezione del patrimonio comune e spesso il “naturale” è solo un ipocrita richiamo per “piazzare” un prodotto turistico dove di “naturale” alla fine rimane solo la bella etichetta.



Ma torniamo alla nostra passeggiata al nostro Lago dei Caprioli sulle cui sponde oggi, a metà ottobre, non c'è sicuramente l'affollamento dei mesi precedenti. Solo qualche sparuto tardivo vacanziere e soprattutto c'è silenzio... c'è quiete assoluta sulle sponde e calma piatta sulle acque.



Il sole rischiara buona parte delle acque del lago e illumina, ravvivandole, le chiome degli abeti e dei larici che impreziosiscono le rive dello specchio d’acqua. Paesaggio suggestivo nella quiete autunnale, reso tale dalla vivace e calda policromia ottobrina delle zone illuminate in contrapposizione alla piatta, oscura e gelida uniformità degli ambienti ombrosi. Contasti decisi di luce e di colore animano questo ambiente rendendolo particolarmente accattivante...



Mi affretto. Abbandono per una mezz'oretta la compagnia e nonostante le proteste percorro il sentiero che abbraccia le acque catturando molte immagini: soprattutto riflessi, piante che si specchiano nelle acque, dettagli di felci ed erbe palustri... e, naturalmente, panoramiche. Panoramiche che però mancano di uno sfondo adeguato, mancano delle belle cime innevate che contornano altri simili specchi d’acqua. Ma forse è meglio così. Il luogo è vario e interessante e dà modo di concentrarsi sui particolari, sulle sue peculiarità, evitando le classiche “foto cartolina”



Più tardi dopo aver pranzato e a lungo riposato con gli amici ripercorro in loro compagnia il sentiero circumlacuale scattando ancora qualche foto prima di riprendere il cammino di ritorno verso la Val Piana. Val Piana che ritrovo verso il tramonto, solo parzialmente soleggiata... un ambiente freschino e ombroso che non invita certamente a sostare più di tanto.



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