Ossana: Castel S. Michele e... il Tempio di Gerusalemme

Una voce fuori dal coro
  
Il Castello di S.Michele come il Tempio di Gerusalemme? Una sconsiderata, paradossale visione, una quasi blasfema simmetria che mi è balenata in mente visitando poco più di un anno fa, alla fine di dicembre 2014, il cortile del Castello arrangiato a mercatino di Natale in occasione della bella rassegna dei presepi che da tempo si tiene per le strade e per le “corti” del paese. Si, perché, sia il mercatino di Natale con le sue casette così fuori luogo all’interno del severo maniero, sia la confusione degli ospiti intenti agli acquisti, a consumare bevande e altro, a scambiare, talvolta chiassosamente, chiacchiere e auguri in un sito così austero (mi viene da dire quasi laicamente sacro), avrebbero meritato nella mia ironica e provocatoria immaginazione (ma con la terza età, l’ammetto, forse un po’ troppo bacchettona) un intervento simile a quello del Cristo nei confronti dei mercanti e degli acquirenti nei cortili del Tempio di Gerusalemme… Non fosse altro perché l’attività  commerciale (anche il mercatino di Natale bene o male lo è) con annessi e connessi mi sembrava inopportuna in un luogo dove, durante gli impegnativi lavori di consolidamento e restauro, si erano rinvenute delle sepolture ed  erano apparsi i resti della  cappella di S. Michele.  Non certamente una preghiera (ci mancherebbe! Non siamo in un santuario…) ma una certa considerazione rispettosa mi sembrava proprio dovuta. Si… doveroso rispetto, perché il sito del castello è una cosa seria, non è il paese dei balocchi, incarna la storia della valle, ricorda le antiche, talvolta drammatiche vicende degli abitanti che ci hanno preceduti. La visita (o assalto?) al castello, a parer mio, non doveva essere incentivata omologandola alla partecipazione ad una sagra, allo shopping della “fiera dei 7” o, guarda caso, del mercato di S. Michele del 29 settembre.








“Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare e a vendere; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe…”









"Forzatura !  Esagerazione !  Il Castello come il tempio di Gerusalemme !  Ci mancherebbe ! 
( Stracciamoci le vesti ! )"

E’ evidente che si tratta solo di una mia fantasiosa, paradossale e, forse un po’ troppo irriverente e impertinente provocazione.
Resta comunque mia ferma opinione che non sia opportuno banalizzare la fruizione di un bene comune di notevole interesse (anche se non paragonabile ad altri più prestigiosi e intatti come ad esempio Castel Thun) con trovate di grande richiamo ma non consone al luogo, con l’unico obiettivo di attrarre un numero sempre maggiore di persone (quando, oltretutto, in paese scarseggiano le strutture pubbliche e private per l’accoglienza…). Non contano solo i numeri (la “quantità” è importante ma spesso da sola non fa “qualità”)… e poi… i numeri oggi ci sono ma in futuro? Quando la curiosità sarà appagata e le mode cambieranno cosa ci inventeremo? Certo… con qualche altra interessante pensata potremmo magari (s)valorizzare ulteriormente il sito… semplice… si potrebbe, ad esempio, far confluire sul colle del castello ogni attività, di qualsivoglia “qualunquemente” natura…trasformandolo in monumento tuttofare adatto per ogni occasione e per ogni stagione… Sarebbe sufficiente un pretesto qualsiasi e la nostra creatività non avrebbe limiti e non ci potrebbero essere esitazioni nel conseguire un obiettivo ben interiorizzato come quello dei “grandi numeri” e dei supposti vantaggi economici ad essi connessi.
Ma lasciamo i possibili sviluppi ad un incerto futuro e ritorniamo ai giorni nostri, o meglio al passato prossimo… all’estate scorsa, quando accanto alle belle e centrate iniziative si sono visti anche eventi (pochi in verità ma pur sempre troppi) poco appropriati o non all’altezza. Alcune attività hanno banalizzato l’utilizzo del sito al punto di configurare, secondo la mia modesta e rigida valutazione, un uso  inappropriato di questo importante bene storico e culturale. Quello del castello non è, a mio avviso, purtroppo l’unico esempio di gestione e fruizione più o meno inadeguata e talvolta inappropriata (e forse anche troppo costosa) del patrimonio storico, artistico e ambientale del paese…
Ritorniamo alle manifestazioni del periodo natalizio dello scorso anno. Belli i 100 e più presepi simbolo di pace, per le vie del paese, suggestivi negli antichi avvolti (anche se molti presepi, visti e rivisti)…  belli i cori, i concerti e tutti gli eventi collaterali alla mostra dei presepi… e bello e interessante anche il mercatino di Natale con tante cosette altrove introvabili… ma (se non si fosse compresa la mia opinione la ribadisco nuovamente) non dentro il castello! Proprio no! Per le casette del mercatino ci sono tanti spazi caratteristici e pittoreschi lungo le vie e nelle piazze del paese...
Come mi piacerebbero venisse regolata la fruizione del S. Michele in futuro?  Questa la mia idea (o il mio sogno) per quello che conta: abbandonare i mercatini e le attività che suonano pretestuose all’interno del castello e perfezionare l’opera di restauro e di apertura al pubblico realizzando un centro visitatori degno di questo nome con bacheche, video, audio, immagini, biblioteca minima, mostra dei reperti ritrovati durante il restauro (o almeno le loro fotografie) e che ne so… mille altre “cose” che aiutino a conoscere a fondo il castello (com'è ora e come doveva essere in passato...), la sua storia e le sue leggende.  Al suo interno organizzare solo attività coerenti e di spessore, poche ma buone…. Fantasia e creatività  a briglie sciolte (e denaro… ben speso in questo caso), messe positivamente a frutto per qualificare e nobilitare veramente e in modo durevole un bene prestigioso e unico senza sminuirlo e impoverirlo (bruciandolo) con iniziative culturalmente misere e che lasciano il tempo che trovano.
"Facile a dirsi..."
Lo comprendo bene... è facile a dirsi ma non è facile a farsi... Ci sono certamente progetti e attività più popolari, di sicuro successo numerico e più semplici da portare avanti, progetti e attività a portata di mano...che magari creano anche più consenso... però...
però... vale la pena di riflettere, perchè, forse ci potremmo accorgere che, nel medio e nel lungo periodo, svalutare i gioielli del posto, banalizzandone l'utilizzo potrebbe, a lungo andare, risultare rischioso e poco conveniente anche economicamente…

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3 commenti:

johann alex ha detto...

Danke Umberto für die schönen Bider und den Bericht dazu.Liebe Grüße von Johann.

Giuliano Bernardi ha detto...

Quando arrivi sul castello girati e guarda a sud, c'è un camino che emette un fumo nero che inquina più di Fucine,Ossana,Cusiano e Pellizzano messi insieme, quello si che è scandaloso, non il mercatino.

Umberto Zanella ha detto...

Se è così hai pienamente ragione e "qualcuno" dovrebbe intervenite.... Il mercatino non è "scandaloso", non c'è niente di grave, è solo inappropriato e non contribuisce certo a valorizzare nel tempo un monumento così importante.