Al nuovo bivacco "Stalon de Bon"




Metà novembre. Il cielo è coperto da un velo di nubi che filtrando i raggi del sole appiattiscono il paesaggio. L’atmosfera è tardo autunnale. Non c’è neve sul sentiero che partendo dalla “Val Piana”, a monte di Ossana, conduce a "Bon" ma gli ontani bianchi, i noccioli, i saliconi, gli aceri e più in alto i sorbi, le betulle e gli ontani verdi sono completamente nudi e sembrano attendere che una abbondante nevicata li rivesta. Il forte vento dei giorni passati ha strappato le ultime foglie  e ha prostrato le alte felci ormai brune e rinsecchite. I larici hanno perso il bel colore dorato di fine ottobre e i loro aghi si staccano svolazzando nella brezza mattutina, poi cadono investendomi mentre procedo, impegnato faticosamente nell'ultima escursione della stagione con l'amico di sempre.

Siamo diretti al “Bait Stalon de Bon”, il bivacco recentemente realizzato dopo che la valanga ha travolto quello, quasi nuovo, di “Caldura”, nella stessa zona ma collocato sul versante opposto. Alla fine di giugno avevo già tentato di raggiungere il “bait” ma giunto nella conca di “Bon”, ormai prossimo alla meta, avevo dovuto desistere perché il torrente “Foce”, in piena, non aveva consentito un attraversamento in sicurezza per la mia attrezzatura fotografica. Oggi sono certo di poter raggiungere questo nuova costruzione che mi è stato detto essere veramente meritevole di una visita. Nessun problema in vista: la portata del torrente che, di tanto in tanto, si intravede scorrere più in basso, è ben piccola cosa rispetto a quella della mia salita d’inizio estate.




Avanziamo. Dopo poco più di un’oretta di cammino, su di un sentiero a tratti ripido, tortuoso e sconnesso, ai piedi dei “Crozi dei Meoti", sbuchiamo in “Anziana”, la stretta vallecola, sempre suggestiva nonostante la giornata uggiosa e i colori smorti dell’autunno inoltrato. Il tracciato è ora  più agevole e velocemente (meno di mezz’ora) raggiungiamo “Bon” dove com’è tradizione sostiamo. Ora il sentiero si biforca: sulla sinistra si sale verso “Caldura”, il “Monte Giner” o il “Passo del Cagalatin”.




Noi proseguiamo sulla destra e attraversato con estrema facilità il torrentello saliamo brevemente in direzione di “Venezia” (“Lago di Venezia”), da dove si potrebbe proseguire per il “Passo Scarpacò” (e quindi per i “Laghi di Cornisello”), o per il “Bochet dell’Omet” (per scendere al “Lago Piccolo” e al “Lago di Barco”) o per il bivacco “Jack Canali” e la “Forcella La Venezia”.




Una ventina di minuti e siamo di fronte, quasi all’improvviso, al nuovo bivacco. Veramente bello… è stato innalzato in fondo allo “Stalon di Bon”, o meglio all'estremità dei suoi resti ripuliti e consolidati (la stalla risalente a un’ottantina di anni fa, era da tempo dismessa e caduta in rovina. In tempi lontani ospitaava il bestiame “asciutto” all’alpeggio tra “Bon” e “Venezia”).


Solido e confortevole questo baito... Su due piani, provvisto di cucina economica (fornela) con tanta legna ben protetta all’esterno, tavola con panche, credenza, otto comodi posti letto con coperte, illuminazione elettrica (?), acqua e servizi igienici all’esterno, possibilità di barbecue all’aperto con grande tavolone rustico sulla vecchia pavimentazione della stalla. Ottimo lavoro: complimenti e riconoscenza a chi ha avuto l’idea e preso l’iniziativa e a chi ha collaborato e faticato nei fine settimana di più estati (cacciatori, alpini in congedo, vigili del fuoco e molti altri volontari) e naturalmente al Comune che ha approvato e finanziato l’opera.






Il bivacco è ubicato in una località molto interessante per una gita da “Val Piana” ma soprattutto in posizione favorevole come punto di appoggio per i cacciatori (anche fotografici...) o come tappa intermedia per lunghe e più impegnative escursioni.




Il cielo si è rasserenato ma è quasi ora di rientrare: le giornate sono ormai molto brevi, viene subito sera. Due panini e un bicchiere di vino e con il mio amico scendo velocemente a valle… giù fino in “Val Piana” dove ci attende l’automobile.
Resta il ricordo della scoperta di questo nuovo bivacco il "Bait Stalon de Bon" e nonostante il tempo incerto, di un'altra  bella escursione… peccato sia stata l’ultima della stagione…





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3 commenti:

Daniele Bezzi ha detto...

Che piacere vedere le foto di questo bivacco! Ci sono stato l'estate scorsa con 2 amici durante l'escursione al lago Venezia. Al ritorno ci siamo fermati a bere un caffè e una grappa che gentilmente ci hanno offerto due volontari che erano lì a lavorare. Abbiamo avuto anche l'emozione di "scartare" l'insegna in legno che era appena stata portata su! Ad agosto ci torniamo!
Vivo in Toscana ma il cuore e' sempre in Val di Sole..

Umberto Zanella ha detto...

Io vivo aTrento ma anche il mio cuore è sempre in Val di Sole, sulle sue cime, nei suoi boschi, nei suoi prati...

Cipputi ha detto...

L'hai già visto, ma ci ho fatto un post anch'io. Grazie per l'imbeccata!