Antichi percorsi tra Deggiano e Montes

toccando i “Masi da Mont” di Deggiano e la Chiesa di S. Valentino










Antichi percorsi… antichi sentieri… ma quanto antichi? La loro origine si perde nel tempo come l’origine degli insediamenti montani dai quali si dipartono. Di Deggiano e Montes con la vicina Bolentina si trovano tracce in documenti risalenti al XIII secolo (“Dezano” nel 1213 – “de Montesio”nel 1200) ma è verosimile che in zona esistessero insediamenti molto più antichi. (Il dosso del “Castelìr” a monte di Deggiano fu probabile sede di un castelliere preistorico. – La chiesa di S. Valentino, tra Montes e Bolentina, è sorta probabilmente sui resti di un villaggio fortificato preistorico).

I sentieri che collegano i due villaggi, tagliando a mezza costa il versante più soleggiato della valle, sono quindi di origine molto antica e venivano percorsi dalle popolazioni residenti fino a qualche decennio fa, non solo per recarsi nei prati e nei campi terazzati, nei pascoli e nei boschi, ma anche per spostarsi rapidamente (senza scendere e risalire dal fondovalle) da un centro all’altro per i più svariati motivi: per prestare mano d’opera, per concludere affari, per presenziare alle funzioni religiose, per portare al mulino un sacchetto di granaglia, e poi il sabato notte, la domenica e in occasione di feste e sagre per “bere un bicchiere” in compagnia e giocare a carta nelle cantine e nelle osterie e per prender parte ai balli di paese avvicinando qualche matela (ragazza)…



Oggi sono tracciati meno frequentati ma non abbandonati. Il panorama  sulla media e bassa valle e sulle estreme propaggini del gruppo montuoso del Brenta attrae i numerosi turisti che popolano la zona nei mesi estivi invitandoli ad avventurarsi su questi sentieri non segnati, alla ricerca di passeggiate alternative a quelle più conosciute e pubblicizzate. Qui ora salgono gli ormai pochi residenti per “fare legna”, salgono i fungaioli e i cacciatori e qui, di tanto in tanto, si organizzano corse campestri e gare di mountain bike.



“Come sono cambiati i tempi” ripete l’amico che mi accompagna… Lui quassù ha faticato, fin da bambino controllando la mucche al pascolo e più tardi coltivando campi e falciando prati. Pascoli, campi e prati che non esistono quasi più… Il bosco sta avendo velocemente il sopravvento e riconquista dopo secoli, forse millenni, quello che l’uomo, con immani fatiche, gli aveva strappato. Il paesaggio sta radicalmente mutando. Alberi ormai maturi nei terreni abbandonati da tempo, erbacce, rovi, cespugli nei prati e nei campi da poco dismessi… L’intero versante a mezzogiorno della valle sta cambiando rapidmente aspetto. Così come il versante a settentrione con i boschi e i pascoli profondamente segnati dagli impianti e dalle piste da sci. In pochi decenni l’economia e con essa  il paesaggio della valle si sono totalmente trasformati. Non più agricoltura di sussistenza, estesa sull’intero territorio a sfruttare anche gli appezzamenti più erti, magri e lontani ma poche aziende zootecniche, necessariamente più grandi e ben organizzate. Poi il turismo e molte altre nuove attività… e, conseguentemente, abbandono dei paesi aggrappati alla montagna, belli, solatii ma tanto distanti dai servizi e dal lavoro. Belli e solatii, dai panorami mozzafiato, che tanto piacciono ai turisti per trascorrevi qualche settimana nelle case, nei masi, acquistati e ben ristrutturati.



Un cambiamento radicale che in pochissimo tempo ha rotto un equilibrio, ha rivoluzionato un modo di vivere fermo, sostanzialmente immobile da sempre e ha trasformato profondamente il paesaggio montano…  Che dire? Nostalgia per un mondo che non esiste più? Direi di no… Un mondo, quello dei tempi passati, sicuramente più solidale (non fosse altro per necessità), più ricco di relazioni umane, più a contatto con la natura ma dove si poteva sopravvivere solo a prezzo di durissime fatiche: solo così gran parte della popolazione riusciva ad evitare la miseria e l’emigrazione…



E il paesaggio? Fa impressione vedere come l’ambiente si trasforma di anno in anno. Non più l’alternarsi pittoresco dei prati, dei frutteti, dei campi e degli orti sul fondovalle e sui versanti assolati, non più il rosso e l’azzurro del papavero e del fiordaliso nei campi dorati, non più il volo dei maggiolini nelle serate primaverili e delle lucciole nelle buie notti estive … sono ormai lontani ricordi della mia fanciullezza. Il bosco invade la valle, occupa gli incolti, riconquistando il terreno che nei millenni aveva perduto.







Quasi in un ritorno alle origini la valle o almeno i suoi versanti recuperano progressivamente l’aspetto selvaggio che dovevano avere dopo l’ultima glaciazione. Un cambiamento che va talvolta limitato ma soprattutto controllato e guidato valorizzando i benefici effetti di un bosco ben strutturato sulla protezione del suolo e sulla riduzione dell’effetto serra attraverso il consumo di anidride carbonica da parte delle essenze forestali.
Certo… ma il mutamento in atto con la semplificazione del paesaggio e la scomparsa di ambienti antichi e ben curati è comunque una perdita e comporta inevitabilmente un certo rimpianto.



Lunga passeggiata guidata dal mio amico che della zona conosce ogni segreto. Da Deggiano si sale per la trattorabile ai “Masi da Mont”. Un bel nucleo di masi oggi abbandonati (tranne che per qualche scampagnata estiva) e in parte cadenti: peccato! Qui si imbocca il sentiero, non segnato, che porta, attraverso incolti e boschi, sopra Montes, sbucando sulla strada asfaltata nei pressi della bella chiesa di S. Valentino. Visitato il colle della chiesetta si scende, sulla stessa strada, tra prati falciabili, al villaggio di Montes (volendo si può, allungando il percorso, transitare anche per il paese di Bolentina). Attraversato l’abitato si rientra a Deggiano percorrendo un secondo sentiero parallelo al precedente ma a quota inferiore che sbuca nella parte alta del paese. Passeggiata della durata di almeno tre - quattro ore, su mulattiere e sentieri non segnati che richiedono l’accompagnamento o almeno delle chiare indicazioni da parte dei residenti o di chi ha familiarità con la zona.


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3 commenti:

johann alex ha detto...

Wunderschöne Bilder mit einen tollen Bericht.Danke Umberto und guten Abend.

Umberto Zanella ha detto...

Grazie a te... e un saluto da Umberto

wladimiro ha detto...

mi piacerebbe farla, per caso mica riesce ad inserire la traccia?. bello il blog, complimenti. belle anche le foto. wladimiro