Al margine del bosco dopo l'inverno









Alla fine di marzo la neve ammanta ancora i monti della valle. Lassù l'ambaradan degli sciatori non si è concluso ma sul fondovalle si inizia a sentire sapore di primavera anche se all'alba e dopo il tramonto dalle cime cala ancora un gelido venticello invernale e a mezzodì il sole alto riesce a malapena ad intiepidire l'atmosfera.




Le ampie radure che si aprono nei boschi sul versante ombroso della valle sono ancora innevate ma anche quest'ultima neve si sta comunque rapidamente sciogliendo. Di giorno in giorno si nota chiaramente il progredire del suo ritiro. Negli spazi che via via si vanno aprendo riappare, seppure lentamente, un accenno di verde e spuntano i primi fiori primaverili.





Sono i crochi (Crocus vernalis) che occhieggiano timidamente nei prati dove, nei punti più soleggiati, già da alcuni giorni sono comparse le primule (Primula vulgaris), pallidamente gialle e solo raramente venate di rosa, e, nelle zone più fertili sono comparse pure le piccole pratoline (Bellis vernalis) dalla candida tinta appena bollata d'arancio.






Al margine delle peccete l'anemone triloba (Anemone hepatica), contornato da qualche raro filo d'erba nuova, emerge vigoroso dal tappeto di foglie secche. Lo accompagna qualche sporadico grappolo fiorifero di polmonaria (Pulmonaria officinalis).






Nel bosco il nocciolo (Corylus avellana) è fiorito da tempo e gli ultimi amenti, di cui si è nutrito il capriolo durante i mesi freddi, si staccano dai rami cadendo al suolo tra le foglie marcescenti.





Il terreno minerale, lungo le sponde sabbiose dei piccoli rivi e dei torrentelli, è qua e là macchiato dal giallo intenso del farfaro (Tussilago farfaro) e, nelle zone più umide, dalle bianche infiorescenze del rigoglioso farfaraccio (Petasites albus).





Il salicone (Salix caprea) è in piena fioritura. Si assiste all'esplosione di colore dei gattici che lentamente, a seconda dell'esposizione più o meno favorevole, passano dal grigio al giallo ravvivando la boscaglia a ceduo ancora spoglia.






Ed è proprio sui vistosi e maturi amenti di un alto cespuglio di salicone, cresciuto isolato ai bordi della selva, che si posa una farfalla... volteggia instancabile tra i rami fioriti annunciando che ormai è davvero primavera…






Nei pressi, le cince more (Parus ater) perlustrano il territorio in cerca di siti adatti alla nidificazione non scordandosi comunque di svolazzare anche sugli alti rami dei noccioli a caccia di afidi e cocciniglie.






E' primavera ed è bello immergersi in una natura che riprende vigore dopo la pausa invernale. E' bello sedersi ed ascoltare il canto degli uccelli in amore ed osservare i loro acrobatici inseguimenti.







E' bello camminare lentamente lungo il bordo dei prati, sul ciglio della selva, lì dove spunta numeroso l'anemone triloba, il "mio" amato fiore primaverile .





Camminare in silenzio, con passo leggero, felpato, senza far rumore, sperando di incontrare il capriolo intento a brucare i crochi appena spuntati nella radura o la femmina gravida del muflone alla ricerca di un sito tranquillo per mettere al mondo il suo agnellino...







Si, è proprio bello scarpinare al margine del bosco quando inizia ad esplodere la primavera e il ciclo della vita ricomincia il suo cammino... 



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