Ossana, Jacopo Aconcio e Castel San Michele




Jacopo Aconcio, noto anche come Giacomo Aconzio, nacque a Ossana probabilmente verso la fine del 1400 o l'inizio del 1500 e morì a Londra alla corte della regina Elisabetta nel 1567, esattamente 450 anni fa. Oltre a questa ricorrenza, nel 2017 cade anche 500° anniversario della riforma protestante, riforma che molto pesò sulle vicende delle nostre terre con il Concilio che si tenne a Trento tra il 1545 e il 1563 e molto influì, direi in modo sostanziale, sul pensiero di Jacopo Aconcio.

Ma chi fu Jacopo Aconcio?

Jacopo Aconcio fu un personaggio eclettico, una figura affascinante, sicuramente uno dei più grandi trentini di tutti i tempi... fu segretario del Cardinal Madruzzo... fu notaio, ingegnere, filosofo, teologo... In definitiva Jacopo Aconcio fu una personalità complessa e versatile, ingiustamente (ma forse volutamente) poco ricordata e celebrata e conseguentemente poco conosciuta dal grande pubblico.

L'Aconcio fu soprattutto un convinto promotore del pacifico confronto di idee e della tolleranza religiosa. In odore di eresia, abbandonò il cattolico suolo italiano alla ricerca nelle confinanti terre riformate di una maggiore libertà intellettuale e di una visione religiosa meno dogmatica. E così durante gli agitati anni della riforma e della controriforma attraversò in lungo e in largo l'Europa intera operando come ingegnere (progettando bonifiche e fortificazioni esclusivamente difensive), acquisendo grande esperienza e ottenendo grande consideazione e apprezzamento da parte dei regnanti. Durante il suo peregrinare nei vari paesi europei inevitabilmente si scontrò o meglio dovette confrontarsi (da uomo di pace e pragmatico quale era), con le rigidità dottrinali che albergavano (e albergano tuttora) in tutte le "chiese" nessuna esclusa. Rigidità imposte. Rigidità nate da umani esercizi speculativi o da singolari e univoche interpretazioni dei testi sacri, e quindi fonte di contrapposizione per non dire di odio. Rigidità dogmatiche che conducevano (e ancora conducono) a complesse diatribe e talvolta a feroci controversie rendendo intollerante anche l'uomo più pio, allontanandolo così da Dio e dalla salvezza. Semplificando e se ho ben compreso secondo l'Aconcio la salvezza è raggiungibile solo con una fede semplice, essenziale, che segue nella sostanza gli insegnamenti del Cristo, che si ispira alla Sua testimonianza al di fuori dell'accettazione dei dogmi, delle sovrastrutture istituzionali, da lui addirittura intese come creazioni “sataniche” di chi si ritiene depositario di verità assolute (Satanae stratagemata). 





Oggi, a 450 anni dalla sua morte, Ossana, inaspettatamente, riscopre questi suo illustre concittadino e decide di "rendergli omaggio" con una lunga sequenza di appuntamenti culturali, rivolti ad un pubblico ampio e vario, che hanno come scenario privilegiato il Castello di San Michele.   Castello che sembra così, seppure lentamente, indirizzarsi verso un adeguato utilizzo dopo i lunghi e costosi lavori di consolidamento e restauro ed una iniziale, incerta e contradditoria conduzione non priva di banalizzazioni e incoerenze gestionali.








Sono spettacoli teatrali, concerti di musica rinascimentale, mostre d'arte, spettacoli di giocoleria, concorsi di scultura, un cortometraggio, un convegno... in onore di Jacopo Aconcio e del Rinascimento in Val di Sole.
Ossana e il suo castello nei miei ricordi

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