“ Maledetta primavera ! ”



Fine maggio 2019


I media locali mi hanno ben informato: mi hanno fatto sapere che per trovare una primavera come quella che stiamo vivendo si deve risalire a 60 anni fa. Ora non dovrei avere più dubbi: un susseguirsi così continuo di giornate fredde e piovose come quelle di questo aprile e di questo maggio non è una allarmante novità, è un fatto già accaduto in passato e che può, seppure raramente, continuare a ripetersi. Così per le nevicate (talvolta vere e proprie tormente di neve) che più volte in quest'ultimo periodo hanno interessato non solo l'alta montagna ma anche il fondovalle.


Freddo persistente, vento, piogge continue e neve fuori stagione sono solo delle bizzarrie primaverili, delle bizzarrie meteorologiche che, secondo quando viene comunicato, si verificano di tanto in tanto. Accadimenti che rientrano in una normale sequenza climatica di lungo periodo. Eventi “da mettere in conto” (così almeno sembra venga sottinteso), casualmente ripetitivi e non particolarmente preoccupanti ma solo molto spiacevoli; eventi così “spiacevoli” da essere contrassegnati dalle maledizioni (“Maledetta primavera!”e ben altro...) della popolazione, degli operatori turistici e soprattutto degli agricoltori che vedono compromessi i loro raccolti di fieno, ortaggi e di frutta


Ma sarà proprio così? Il dubbio resta... e mi perseguita... perché, da qualche decennio, a ben guardare, le singolarità climatiche (anche questo lungo periodo freddo, ventoso, piovoso e nevoso potrebbe farne parte) non sono proprio una rarità... Gli eventi meteorologici estremi si sono fatti sempre più intensi e più frequenti interessando l'intero anno, tutte le stagioni, non solo la primavera.
Inutile elencare tutte le anomalie, più o meno pesanti, che da qualche tempo caratterizzano il clima della nostra valle... Sono sotto gli occhi di tutti. Ricordo solamente la tempesta di pioggia e di vento di fine ottobre 2018, l'ostinata mancanza di precipitazioni nevose invernali (accanto a qualche raro inverno nevoso oltre misura), i prolungati periodi secchi (o troppo bagnati), il vento e il freddo inconsueti, il caldo... Ma basta così. Aggiungo solo l'evidenza del ritiro dei ghiacciai ormai prossimi all'estinzione, scomparsa dovuta all'aumento sempre più accentuato della temperatura media annuale.


Il clima cambia, è innegabile, e io sono propenso a pensare che anche l'andamento meteorologico di questa strana primavera 2019 non sia solo un evento episodico ma che (pur non avendone le prove) possa rientrare nel quadro complessivo della mutazione climatica in atto. Lo credo e lo dico, anche se non posso avere certezze (nessuno le ha...). La mia è solo un'opinione... basata però sull'osservazione di quanto sta succedendo, una convinzione suffragata da molti indizi.
Meglio essere cauti, rifarsi al “principio di precauzione” e davanti a tanti anomali eventi (compresa questa brutta primavera), riflettere su quello che potrebbe accadere in un futuro non lontanissimo se non si interviene subito e drasticamente limitando l'immissione di gas serra nell'atmosfera.



Non serve a nulla maledire questa anomala primavera.
Maledetta primavera”: è un titolo del tutto sbagliato per questo mio scritto...
Non va maledetta la primavera bensì va maledetta l'insipienza umana, va maledetto l'Uomo, che con ogni probabilità ha colpevolmente contribuito a regalarci anche questo freddo, questa pioggia e questa neve fuori periodo. Deve essere maledetto l'Uomo che sta provocando cambiamenti climatici tali da portarci, se non si ravvederà in tempo, alla rovina, da portarci ad una situazione climaticamente talmente compromessa da non essere più rimediabile.



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