Santa Lucia dei minatori in quel di Comasine

Lo slideshow presenta alcune immagini di una mia passeggiata primaverile. Una lunga passeggiata in verità, di una intera mattinata, lungo un percorso che partendo dal fondovalle, dal paese di Fucine, mi ha portato alla chiesetta di S. Lucia, a monte di Comasine (per poi ridiscendere sulla stessa via ...).



Ad un primo tratto fino al “Forno di Noval”, quasi pianeggiante, lungo la ciclabile della Val di Sole, segue una salita su una trattorabile fino a Comasine. Lasciato il pittoresco nucleo abitato, dove si trova la casa avita di Giacomo Matteotti,  la strada si inerpica sulla montagna, verso le storiche miniere abbandonate, verso il parco dei larici secolari, verso il “Camp” dallo spettacolare panorama  per arrivare infine alla malga di val Comasine. Ma basta percorrere solo un breve tratto di questa via, per raggiungere la nostra meta, la sommità di un colle, tra due valli interessate da valanghe periodiche, su cui sorge la chiesa di Santa Lucia, l’antica chiesetta che nella versione attuale fu completata  per volontà dei minatori dei vicini giacimenti di ferro. S. Lucia è infatti venerata non solo come protettrice della vista, come è comunemente risaputo,  ma anche come protettrice dei lavoratori delle miniere. La chiesa non è quindi solo una testimonianza della devozione popolare ma anche della passata fiorente attività estrattiva della zona.
Nel tempo la chiesa è divenuta uno dei simboli non solo della Val di Peio, ma pure dell’intera Val di Sole grazie alla suo particolare impatto paesaggistico. La chiesetta di S. Lucia è ben visibile da lontano e annuncia al visitatore l’ingresso nella “Valleta” delle alte cime, le vette del Gruppo Ortles Cevedale.
Gli studiosi ritengono che la chiesa di Santa Lucia sia una delle più antiche della Val di Sole se non la più antica. Il rinvenimento di reperti archeologici avvalora l’ipotesi che il luogo ove essa sorge sia stato sede di un castelliere.
S. Lucia si festeggia il 13 dicembre e nella tradizione popolare del Nord Italia S. Lucia porta i doni ai bambini. Si tratta di un'usanza che in Val di Sole è ancora molto sentita da grandi e piccoli. Ricordo che, un tempo molto lontano, in paese noi bambini eravamo certi che lassù, su quel colle sopra Comasine, si trovasse veramente la Santa pronta a distribuire ai bimbi buoni, con l’aiuto del suo asinello, la notte del 13 dicembre, i giocattoli e i dolci che teneva ben nascosti nella sua chiesa. Ricordo l’atmosfera magica di quella fredda notte invernale, la trepidazione e il timore nell’attesa di S. Lucia, il campanello dell’asinello per le strade del paese, l’emozione che mi impediva di prendere sonno…


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Notizie dettagliate sulle origini, la storia e le caratteristiche architettoniche della chiesa di S. lucia si possono trovare in Wikipedia, VisitValdiPejo e nel bel sito di R. Sonna.



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