Una bella fioritura sulle Dolomiti di Brenta


Si dice che quest’anno la fioritura sugli alti pascoli  sia particolarmente abbondante e in effetti ho potuto constatare che anche sulle Dolomiti di Brenta si assiste ad una rigogliosa comparsa di fiori di monte.




Salito, di buon mattino, da campo Carlo Magno, mi trovo al confine tra la Val di Sole e la Val Rendena, nei pressi della Malga e del Dosson di Vagliana e mi dirigo lentamente verso il Passo del Grostè. Il cielo che all’alba minacciava temporali si è rasserenato, le nebbie sul fondovalle si sono rarefatte, le nubi si sono aperte, e si può procedere in tutta tranquillità. Il manto erboso è abbondantemente bagnato. Sarà la rugiada o più probabilmente la conseguenza di  uno scroscio di pioggia notturno? Osservo e fotografo i bei fiori delle dolomiti cosparsi di gocce d’acqua che luccicano ai raggi del sole sbucato dalle creste sovrastanti.




Si tratta di una flora basofila in parte diversa da quella acidofila, che meglio conosco, tipica degli altri gruppi montuosi che contornano la valle, i gruppi Adamello-Presanella e Ortles-Cevedale Sono poche le specie che riesco a identificare con precisione… Un buon motivo per riprendere in mano, al mio ritorno, qualche manuale di botanica. Per il momento mi sento più che appagato davanti all’incanto dei pascoli in fiore alla luce del primo mattino… alla varietà di forme e colori che ravviva il verde dei  prati.




Però, se alzo lo sguardo, non posso non rilevare come il territorio, “Patrimonio Unesco”, che si estende verso lo Spinale e il Grostè e più avanti verso il Doss del Sabion, sia deturpato da troppe costruzioni, impianti a fune, piste da sci, strade di servizio, tutto a favore di un turismo per niente sostenibile e rispettoso dell’ambiente montano. Così pure di fronte a me, sui monti periferici del gruppo Adamello-Presanella, all’interno e nelle zone limitrofe del Parco Naturale Adamello-Brenta, è un rincorrersi di piste di discesa, ritagliate nei boschi, con i relativi impianti di risalita e le strutture per l’accoglienza dei turisti “sci ai piedi”.






Quando si interverrà, con la stessa mano pesante, anche nella zona, relativamente tranquilla e intatta in cui mi trovo?  Non passerà molto tempo se persisterà l’escalation in atto di distruzione dell’ecosistema e del  paesaggio alpino alla faccia dei parchi naturali e di Dolomiti Unesco, “patrimonio dell’umanità”. Speriamo che non sboccino altre piste e impianti di risalita al posto dei bei fiori delle dolomiti…




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